Luca Gaffuri aderisce al “Manifesto dei Lavoratori frontalieri”

20 Feb, 2013
Categorie: Frontalieri, Politica

Anche Luca Gaffuri, candidato per il PD al Consiglio Regionale,
aderisce al “Manifesto dei lavoratori frontalieri”, il documento
predisposto dalle organizzazioni sindacali italiane CGIL, CISL e UIL;
dai sindacati ticinesi UNIA e OCST, nonché dalle ACLI,  sottoposto a
tutti coloro sono in lizza per le ormai imminenti elezioni per il
Parlamento e per il Consiglio Regionale e presentato questa mattina in
un incontro che si è svolto a Malnate (Va). Attraverso questa
dichiarazione i proponenti chiedono un preciso impegno al mondo
politico della province di Como e Varese: l’impegno dei rappresentanti
a Roma ed a Milano, una volta eletti, di spendersi per l’apertura di
un tavolo di confronto con il Governo con l’obiettivo di predisporre
l’impianto di uno Statuto dei lavoratori frontalieri. «Attualmente
sono 14.000 i lavoratori frontalieri residenti nel comasco –
sottolinea Luca Gaffuri – e l’obiettivo vuole essere quello di
contribuire ad un effettivo riconoscimento giuridico del “frontaliere”
che, in questi ultimi anni anziché essere giustamente considerato una
risorsa sia per il mondo economico sia per i paesi di residenza è
stato più volte al centro di alcune decisioni francamente discutibili
l’ultima delle quali, in ordine di tempo, ovvero la situazione
relativa all’Indennità di disoccupazione, non è ancora stata risolta”.
Il tavolo futuro tavolo nazionale dovrà approfondire le diverse
tematiche che riguardano il frontalierato: dagli aspetti fiscali al
coordinamento del sistema di sicurezza sociale, alle politiche del
lavoro. “Auspico che quanto chiedono i sindacati da ambo le parti del
confine ed i lavoratori possa concretizzarsi al più presto. Occorre
dare un’identità precisa al lavoratore frontaliere e soprattutto, al
più presto, trovare la giusta soluzione sulla questione relativa
all’indennità di disoccupazione. In tanti, anche questi giorni, mi
stanno manifestando la loro preoccupazione per il futuro in quanto il
nuovo regime deciso lo scorso ottobre dall’INPS ha ridotto il
trattamento di disoccupazione da straordinario secondo i dettami della
legge relativa (nr. 197/97) ad ordinario e questo sta contribuendo a
creare disorientamento in tanti lavoratori comaschi che fino a qualche
mese fa si recavano tranquillamente in Svizzera a lavorare».



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